Storie che nutrono. Sapori che raccontano

Mangiare è un’esperienza spirituale,
perché significa ammettere che non si è autosufficienti,
che ciò che ci fa crescere viene da altrove

Orizzonti

La nostra associazione cerca di abitare i luoghi dove fioriscono le grandi domande sul vivere: cos’è che mi fa crescere come persona? come posso tessere relazioni significative? come posso dimorare nell’altro e come l’altro può dimorare in me? come posso far ripartire la mia vita quando tutto sembra bloccarla? come trasformare le ferite in feritoie? come posso aver cura di me, dei miei figli, della mia comunità? come intercettare ed alimentare il desiderio?

Il tema del corpo e della corporeità non è secondario rispetto a questo. La nostra crescita o è integrale, in un processo continuo di armonizzazione delle nostre varie dimensioni (biologica, psichica, sociale, spirituale) o semplicemente non è.

Lo sfondo, la cornice ultima, rimane la dimensione spirituale, intesa come tensione mai appagata definitivamente alla trascendenza, all’altrove, indicata e incarnata nell’esperienza dell’altro. E’ questa cornice che dà senso a tutto il resto.

Nel nostro weekend il nutrirsi e il rapporto col cibo sarà un gustoso itinerario tra ingredienti, sapori, odori, colori, fragranze, ma scopriremo che potrà essere una sorta di “buco della serratura” attraverso cui guardare la propria vita .

Ci avvarremo della professionalità e della passione di alcuni dei nostri soci, come la nutrizionista Stefania Agrigento e il formatore Ignazio Punzi, oltre che della bravura della cuoca del convento, per offrire ai partecipanti delle opportunità giocose e profonde finalizzate a dilatare la consapevolezza della “forma” che stiamo dando alla nostra esistenza.

Giocheremo col doppio registro dell’ esperienza concreta e praticata (fare il pane e la ricotta, scoprire la consistenza, gli odori e i sapori dei cibi, la loro funzionalità o disfunzionalità, la “digestione”, la scelta, ecc – )  e della metaforizzazione di questa esperienza (la domanda “cosa e come mangio?”, per esempio, conduce alla più profonda domanda, “di cosa e come mi nutro?”)

Programma

Venerdi  15 maggio

Inizio ore 17:30


Il cibo e il nutrirsi, al di fuori della metafora, è un processo di introiezione di “oggetti” esterni finalizzato alla sopravvivenza, al benessere e alla crescita personale. Noi dobbiamo essere in grado di decodificare un bisogno interno, di scegliere o prepararci cosa ingoiare, poi il nostro corpo deve essere capace di scomporre questi “oggetti esterni” in sostanze che nutrono (da assimilare) e sostanze potenzialmente dannose e tossiche (da eliminare). Questa attività puramente fisiologica ha nell’umano, e non solo, una rilevanza culturale, sociale, economica, ecc.

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