la fiducia

La fiducia, soggettivamente considerata, è un sentimento e come tale oscilla: a seconda dei casi, ora ci si fida di più, ora di meno. Ma per far sì che il fidarsi da stato d’animo si muti in una condizione abituale, è necessario che, oltre ogni delusione, non si perda mai la «speranza». D’altra parte è noto che fede e speranza sono l’una interfaccia dell’altra; e tuttavia anche la speranza è un sentimento e perciò non è esente dalle oscillazioni di ogni sentire. È vero, c’è un’innata disposizione a fidarsi, ma perché questa si trasformi in uno «stato abituale di fiducia» è necessario che sia nutrita. Ma solo perseverando «possiamo guadagnare la misura concreta del possibile [...] laboratorio della speranza è la perseveranza».

Fidarsi è, sì, abbandono, ma è anche sfida, e lo si apprende nella lotta. Questo è perfettamente espresso nel detto comune: prendere fiducia. È strada facendo che si fa strada.

(Salvatore Natoli, la fiducia, il Mulino)